Dopo tanto ricomincio a occuparmi del mio blog e lo faccio pubblicando la recensione del mio amico Wave riguardante “Nocturnal” il nuovo disco dei Noisebrakers, la band di Vince Pastano.
ElectroNoyz
Di Cristian Di Felice – Wave
Ascoltare “Nocturnal”, nuovo album dei Noisebreakers, è un piacere oltre che un privilegio. È un disco intenso, oscuro, a tratti tenebroso e inquietante ma, allo stesso tempo, di una profondità immensa.
Risulta essere in controtendenza al mercato attuale, una voce fuori dal coro. Già dalle prime note di “The Darkness Night” si entra in un mondo di conflitti, riflessioni e dolori che svelano una delicata poesia triste malinconica.
L’assolo è un urlo di liberazione e sofferenza, iconico come pochissimi altri.
“Love no more” e’ un blues malinconico e amaro con retrogusto sarcastico. Pezzo che alla fine lascia la sensazione di amarezza.
Terzo brano dell’album la splendida “Red pain novel”, una romantica ballad dall’animo delicato la cui parte vocale è da brividi. Un pezzo da ascoltare più e più volte.
L’album è arricchito con suoni metallici e ricercati, rievocano un rock & blues anni 70 con un mix di innovazione. Lo stesso la claustrofobica “Lou”. Con essa si ha l’impressione di essere intrappolati in una scatola assordante dalla quale non c’è via d’uscita.
“Nocturnal”, title track dell’album, è l’evocazione di una notte di luna piena. Un brano strumentale che non ha bisogno di parole.
Con “The gambling witch” si torna ad un rock stile anni 70: potente e duro come una sassata.
“There ain’t love” è inquietante, ossessivo sussurrato: un chiodo dentro la testa da cui non ci si riesce a liberare.
“Black hearted woman” rimanda la mente alla Chicago degli anni 70. Lo stile e il mood, nonostante il gusto retrò, risultano essere attuali.
“Dead call Sea” è forse il brano più sorprendente. La parte vocale è ipnotica ed è accompagnata da un tappeto musicale che ti trascina in un altra dimensione fatta di inquietudine e vertigini in un clima onirico. Un viaggio da fare ad occhi chiusi.
“The porthole “, è un brano strumentale ricco di suoni ambientali e fiati, che irrompono in modo inaspettato nello sviluppo del brano, aumentandone la poesia con richiami al suono del maestro Morricone.
In “Lord pray for me” si torna alle ossessioni con urla claustrofobiche, ritmi tribali suonati quasi a celebrare un rito esoterico e il tutto viene eseguito in una chiave dissonante e metallica talmente sorprendente che merita particolare attenzione.
“On the run” è un’ altra poetica ballad malinconica esaltata da una meravigliosa linea vocale.
Chiude l’album “Pretty Mama” un rock blues che ti entra nelle vene.
Alla fine dell’ascolto del disco ci si rende conto di aver fatto un viaggio durante il quale si toccano i fantasmi nell’anima ,sensi di colpa, malinconie e dolori non affrontati e si prova quasi a esorcizzarli.
“Nocturnal” è un disco da comprare ,ascoltare e tenere nella teca delle opere d’arte preziose, da custodire gelosamente.
Wave